Preoccupazione tra gli educatori dopo l’emergenza sanitaria

USI Parma sta raccogliendo la forte preoccupazione delle iscritte e degli iscritti circa il futuro prossimo all’interno delle cooperative sociali. Comprendiamo la difficoltà del periodo, e molto è stato fatto, anche grazie alla mobilitazione immediata e continua.

Riguardo la ventilata ipotesi della riapertura degli asili e centri estivi, pur capendo il bisogno delle famiglie, si evidenzia la mancanza, ad oggi, di chiarezza sugli obbiettivi pedagogici e di come potrà svilupparsi un’adeguata relazione in un contesto così particolare. Allo stesso tempo, forte è la preoccupazione circa la sicurezza di bambini e di chi lavorerà, e alta sarà la vigilanza in merito.

Pertanto, riteniamo che le coop. debbano dare piena facoltà, per tutto il periodo estivo, agli educatori sia di poter lavorare a chi lo richieda, aldilà dei discutibili contratti con “sospensione” di essi, sia di permettere a chi ne faccia richiesta di potersi esentare dal lavoro, utilizzando non solo i permessi straordinari parentali covid a chi ne avesse i requisiti, ma come gli anni scorsi anche con l’astensione non retribuita. In una situazione come questa, ogni timore è legittimo e deve trovare ascolto.

Rispetto all’avvenuta rimodulazione della parte del salario mancante dal FIS, si evidenzia come la modalità utilizzata continui a perpetuare differenze rispetto al salario ordinario, e oltretutto, calcolando in 6 giorni figurativi l’ammontare dei giorni a servizio rimodulati, si starebbe sotto la soglia dei 15 giorni atta a maturare permessi e ferie. Questo non è ammissibile: i 6 giorni sono da intendersi a titolo figurativo, è evidente che questi o debbano maturare il corrispettivo periodo di ferie e permessi in via eccezionale, o debbano considerarsi le ore relative “spalmate” su almeno 15 giornate, così da far scattare il meccanismo di maturazione del rateo. Non è possibile infatti che da fine febbraio a non si sa quando, questi lavoratori/trici non maturino nulla di ferie. È un piccolo sforzo per le cooperative, che va preteso.

In ultima istanza, rileviamo l’atteggiamento delle centrali coop che, approfittando del periodo, vogliono rinviare l’elargizione della seconda tranche di aumenti contrattuali prevista per aprile dal già pietoso nuovo CCNL. Non è possibile che, ancora una volta, una situazione di emergenza ricada sulle spalle dei lavoratori, a tutto c’è un limite! Già il settore è penalizzato da un contratto nazionale pessimo, da una miriade di contratti individuali che non fanno altro che perpetuare un’interessata precarietà, da un’assoluta pluralità di soggetti cooperativi che fanno un po’ quel che gli pare nel silenzio colpevole degli enti committenti (e l’emergenza covid-19 lo ha evidenziato), da una mancanza di libertà di rappresentanza sindacale con l’esclusione arbitraria di quei soggetti non firmatari del CCNL, ora pretendono di rinviare anche un misero aumento contrattuale previsto! A firma del pessimo CCNL la primavera scorsa, noi lo avevamo preannunciato: le coop, cercheranno di non applicare il poco o nulla ottenuto dal Contratto con ogni scusa possibile, e infatti…

L’unica strada è sostenere un sindacalismo libero, assembleare, determinato e pragmatico.
Portiamo USI In ogni servizio, il nostro futuro dipende dal nostro impegno.

AUTORGANIZZIAMOCI!
USI-CIT PARMA, 18 maggio 2020

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