Sul DDL Iori/Binetti

E’ di inizio mese l’approvazione in commissione Cultura alla Camera del DDL n. 2656 Iori Binetti che regolamenta nuovamente la figura degli educatori a livello nazionale.

Il DDL delinea gli ambiti lavorativi delle due figure educative oggi esistenti: gli Educatori Sociali (Scienze dell’Educazione) e gli Educatori Professionali (Dipartimento di Medicina), a svantaggio però di questi ultimi, che si vedrebbero privati della possibilità di lavorare nei servizi socio-educativi, che diventano di esclusiva pertinenza degli Educatori Sociali e resterebbero relegati al solo ambito medico e socio-assistenziale.

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Comunicato post sciopero 18M

Ai Sindacati di base, gruppi anarchici, alle realtà libertarie ed ai centri sociali.

Come è noto, USI-AIT congiuntamente a CUB e SI.Cobas ha indetto per lo scorso 18 marzo lo sciopero generale.

In data 19 febbraio la “Confederazione USI fondata nel 1912 e fedele ai principi dell’Ait” con una nota a firma Roberto Martelli, inviata a diversi ministeri, alle Organizzazioni datoriali e Enti/Aziende/Coop disdice questo sciopero (documento riportato in calce e rintracciabile sul loro sito). Continue reading

Parma: ancora tagli all’integrazione scolastica

Il numero di alunni con disturbi dell’apprendimento, il numero di diagnosi legate alla legge 160 e alla legge 104, il numero di situazioni di disagio economico e sociale legate alle famiglie di alunni che frequentano la scuola dell’obbligo, sono tutti dati statisticamente in aumento negli ultimi anni.

Tutte queste componenti fanno significativamente parte delle problematiche che entrano in classe ogni giorno, classi con un numero di studenti che si avvicina a 30, dove inoltre è in aumento il fenomeno di presenze non italofone di recente immigrazione. E quali sono gli strumenti? Dentro l’aula ogni giorno, a gestire questa meravigliosa diversità, perchè non è di questo che ci lamentiamo, si trova un insegnante, affiancato talvolta da un insegnante di sostegno o un educatore, figure il cui ruolo è di sostegno e supporto alla classe per l’integrazione dell’alunno certificato secondo la legge 104. Non c’è altro. Il benessere scolastico e l’integrazione, col passare degli anni, si sono a ridotti all’equilibrio precario tra numero di ore di sostegno assegnate dal Provveditorato e numero di ore di educatore assegnate dal Comune. Dirigenti sempre chiamati a scegliere dove mettere tali ore sapendo che dandole ad uno la tolgono necessariamente ad un altro.
Oggi il nostro comune ci parla di tagli rimandati a settembre, dell’impossibilità di mantenere le già risicate ore di educatore scolastico per il prossimo anno. E tutto succederà d’estate mentre le scuole sono chiuse…
STIAMO PARLANDO DI ESSERI UMANI!
Non solo i bambini certificati lo sono, ma anche i loro educatori, docenti e compagni di classe che si relazionano con loro ogni giorno. Ogni classe è una fragile piccola comunità, come si può pensare di perseverare nei tagli, Ignorando totalmente qualsiasi principio di continuità didattica e relazionale, che per i fanciulli è necessariamente fonte di benessere?
IL PROBLEMA SONO I SOLDI? MA SE PER PIÙ DI 20 EURO DI PAGA ORARIA CHE IL COMUNE VERSA ALLE COOPERATIVE, NELLE TASCHE DELL’EDUCATORE NE ENTRANO SOLO 7!
Non si dica che è un problema di tasse e previdenza sociale! È evidente che qualcuno ci guadagna. Non ci è giunta voce di benefattori all’interno delle cooperative sociali, soprattutto tra i dirigenti.
SE IL PROBLEMA È L’ESTERNALIZZAZIONE (CHE COSTA SENZA MIGLIORARE IL SERVIZIO) ALLORA TORNIAMO ALLE ASSUNZIONI!
Oggi esistono decine di educatori formati, determinati, esperti, che dovrebbero poter avere una continuità lavorativa per il bene loro, per il bene dei ragazzi, per il bene della scuola e non ultimo per un risparmio collettivo.
MANCANO I FONDI? E PERCHÈ LE FASCE PIÙ DEBOLI DOVREBBERO PAGARE DUE VOLTE, CON PIÙ TASSE E MENO SERVIZI?
NO AI TAGLI! NO ALLA FORMAZIONE DI AULE SEPARATE IN CUI UN EDUCATORE ‘SORVEGLIERÀ’ GRUPPI DI STUDENTI!

Come USI facemmo già notare mesi fa la deriva che il Comune sta seguendo in parallelo con i gruppi appartamento per disabili, dove si raggrupperanno appartamenti, e quindi utenti, allo scopo di risparmiare sugli operatori, ignorando le esigenze e la storia dei singoli.
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